Il problema reale

Visto dal cliente: 

L’azienda aveva investito in marketing per procurarsi dei contatti di possibili clienti.
Aveva assunto venditori, molti dei quali non erano rimasti in azienda.
Eppure il fatturato non cresceva come doveva.
E i concorrenti di riferimento crescevano anche loro.

La spiegazione interna era sempre la stessa: i commerciali non convertono abbastanza.
La diagnosi era sbagliata. Il problema non stava nei venditori. Stava nell’assenza di un sistema dentro cui i venditori potessero operare.

i risultati non sono quelli che dovrebbero essere perché i commerciali non riescono a convertire i contatti che noi gli procuriamo…

Quello vero, scoperto da noi: 

La colpa non era dei venditori. Era del sistema; o meglio, della sua assenza.
Analizzando il processo di vendita è emerso un quadro preciso:

  • La raccolta dei possibili clienti era lasciata praticamente in autonomia l’agenzia digitale
  • Ogni venditore gestiva i contatti a modo suo. Nessun metodo comune, nessuna fase definita, nessun criterio di avanzamento. Vendere era un’attività individuale, non un processo aziendale.
  • Non erano stati mai formalizzati i motivi per cui un cliente avrebbe dovuto scegliere questa azienda rispetto ai concorrenti. Ogni venditore si inventava la propria risposta.
  • Non esisteva alcuna misurazione delle conversioni tra le fasi del ciclo di vendita. Non si sapeva dove si perdevano le opportunità, e quindi non si poteva intervenire.

Il vero problema non era l’assenza di impegno o di venditori, era che operavano in un vuoto organizzativo.
Senza un processo, ogni venditore reinventava ogni giorno la stessa ruota e ogni giorno la reinventava in modo diverso.

Impatti sul business

Continuare lo sviluppo dell’azienda con queste premesse avrebbe significato:

  • Spendere sempre di più per ogni, senza sapere quanti di quei contatti sarebbero diventati clienti.
  • Margini che si comprimono, con costi commerciali in crescita e ricavi imprevedibili.
  • Aumentare l’incertezza sull’andamento nel futuro
  • Continuare a perdere venditori, perché senza un metodo condiviso chi non riesce a sopravvivere da solo se ne va.
  • Accumulare dipendenza dall’estro individuale dei singoli, invece di costruire una capacità commerciale aziendale.

Come abbiamo supportato l’azienda?

Impostazione del ciclo di vendita

Prima di intervenire sull’attività dei venditori, è stato analizzato il processo di vendita nella sua interezza.
Solo da quell’analisi è stato possibile capire dove intervenire. E soprattutto in quale ordine.

È stato quindi ridefinito il ciclo di vendita completo (dal Marketing per farsi conoscere, a quello per trovare contatti, alle attività di spinta commerciale fino alla chiusura in vendita concreta) e le metriche fondamentali per analizzarlo.

1. Cosa abbiamo implementato:

  • La formalizzazione di cosa distingue davvero questa azienda dai concorrenti, anche dai più grandi. Un argomento condiviso da tutti i venditori, non più affidato all’improvvisazione del singolo.
  • La definizione delle fasi del processo commerciale, dal primo contatto alla chiusura, con criteri chiari di avanzamento e responsabilità precise per ogni passaggio. 
  • L’introduzione di indicatori per ogni fase del ciclo; spesa per canale pubblicitario , visite generate, qualità dei contatti, tasso di conversione, tempo medio di chiusura. Per la prima volta l’azienda poteva vedere dove si perdevano le opportunità. 
  • Formazione ai venditori sulle migliori modalità di gestione dei colloqui di vendita.
  • Ottimizzazione del CRM presente in azienda
  • Realizzazione di nuovo materiale di supporto alla vendita: cataloghi e materiali specifici per nicchie di mercato, coerenti con il posizionamento definito.

2. Cosa abbiamo escluso:

In un contesto come questo, la tentazione è di cambiare tutto. Non era quello di cui aveva bisogno questa azienda.

  • Non abbiamo sostituito il CRM. Quello esistente funzionava ma mancava il processo che doveva supportare.
  • Non abbiamo cambiato l’agenzia digitale né i venditori prima di aver lavorato con loro. Sostituire le persone senza aver prima chiarito cosa ci si aspetta da loro è un errore che si ripete.
  • Non abbiamo costruito strumenti di comunicazione prima di avere un posizionamento chiaro. Un catalogo senza una proposta di valore è carta stampata.
  • Non abbiamo lasciato che l’azienda continuasse per inerzia, aggiungendo un venditore in più ogni volta che i risultati non arrivavano.

Risultati ottenuti

  • +26% in media all’anno negli ultimi tre anni.
  • Un processo commerciale che esiste, è scritto e si può migliorare. Non dipende più da chi entra o esce dall’azienda.
  • Una reportistica che permette di leggere l’andamento commerciale prima ancora che si trasformi in fatturato; e quindi di intervenire per tempo.
  • Una forza vendita più stabile, perché lavora dentro un metodo condiviso, non da sola contro il mercato.
  • Decisioni basate su dati, non su impressioni. La differenza tra sapere dove si perde un’opportunità e intuire vagamente che qualcosa non funziona è la differenza tra un’azienda che si migliora e una che si lamenta.

I venditori c’erano, il processo commerciale in cui dovevano operare no. Quando un’azienda non cresce come dovrebbe, raramente il problema sono le persone. Quasi sempre è il sistema che manca.

Non teoria, ma esperienze concrete

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