mondo-competitivoIl mondo competitivo di oggi è una triade perfetta

Viviamo un epoca che finirà sicuramente sui libri di storia.
Viviamo nella congiunzione di tre fenomeni eccezionali se presi da soli, unici se messi insieme.
Quali sono?

1) Il primo in ordine temporale è la rivoluzione tecnologica

che stà cambiando completamente il mondo competitivo di oggi (in realtà  da 15 anni a questa parte).
E’ arrivata la “rete”, il web (con tutte le sue manifestazioni e implicazioni) e il mondo si è ristretto.

Dal mio punto di vista questo fenomeno è paragonabile solo alla rivoluzione industriale dell’800: lì si parlava di prima e dopo il vapore, oggi si parla di prima e dopo la rete.

2) Il secondo fenomeno del mondo competitivo di oggi è lo spostamento dell’asse della geoeconomia verso est.

Da circa 10-15 anni, l’asse dell’economia mondiale si sta spostando, molto più rapidamente di prima, dall’oceano Atlantico al Pacifico e all’Indiano. Lo dimostra più di tutto, il fatto che Obama ha spostato la flotta al 60% nel Pacifico (e sono soldi!) e non ha quasi mai parlato di Europa nella sua recente campagna elettorale (per loro non era importante). L’impatto di questo cambiamento geopolitico è, per me, paragonabile a quanto avvenuto dopo la 2° guerra mondiale (due blocchi, la fine degli imperi coloniali, l’emersione definitiva degli USA, ecc.)

3) Il terzo, ovviamente, è una crisi paragonabile solo a quella del 1929 (alcuni dicono che è peggio).

E’ vero che, tolto il 2009, il PIL mondiale è continuato a crescere. Ma, ormai sono passati (quasi) 5 anni dal 2008, e l’Europa è in recessione, gli USA tirano a campare con delle misure straordinarie (sono 3 anni che i tassi della Fed sono a 0), i Brics non crescono più a doppia cifre, ecc.

So benissimo che alcuni storici potrebbero disquisire su alcuni elementi di questi paragoni, ma in termini di impatto sulla (nostra) società, sono più che giustificati.

E’ L’elemento del mondo competitivo di oggi più sentito nella quotidianità della maggioranza delle persone.

Insomma: Rivoluzione industriale + stravolgimenti geopolitici + crisi epocale = triade perfetta

Questi cambiamenti sono strutturali, non tornerà più il mondo “di prima”.

Ma quale sono le principali conseguenze per il (nostro) lavoro?

1) Il cliente di oggi è diverso da quello di 10 anni fa: sa più cose, ha più scelta, si trova in altre comunità (anche non fisiche), ha più esigenze, ha più paura, è più incerto, pretende di più, ecc. Non possiamo pretendere di trattarlo come prima. Dobbiamo capirlo e dargli quello che vuole, come lo vuole.

2) Il mondo è uno ed è sempre più piccolo. Il nostro mercato domestico è ora l’Europa, il nostro mercato diventerà in qualche modo il mondo. Perché andremo noi nel mondo o perché verrà lui da noi (vedi: Internazionalizzare, l’unica scelta che abbiamo?).

3) Chi capisce e agisce per cavalcare questi cambiamenti, sopravvive o prospera, cogliendo le opportunità che ci sono (perché ce ne sono). Chi pretende di fare “business as usual”, tagliando tutti i costi e sperando che la tempesta passi, si schianta. Anche se è dura quando si lotta quotidianamente per la sopravvivenza, tutte le aziende dovrebbero lanciare dei progetti di adeguamento della loro strategia, perché tutte sono toccate dai tre fenomeni.

Il mondo competitivo di oggi è diventato fluido. Liquido.

Se si rimane fermi, ci gira intorno o ci fa annegare.

Se si naviga, stiamo a galla e continuiamo la rotta.

Gianluca Celli

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Gianluca Celli

Domiciliato in auto, residente a Ferrara.
Aiuto le PMI (piccole e medie imprese) ad avere la migliore strategia possibile nell’affrontare il difficile cliente di oggi. Ho lavorato per 10 anni in grandi aziende del calibro di Ferrari, BMW e Accenture, sono stato con successo Direttore Generale di una PMI e, attualmente, sono titolare dello studio di consulenza direzionale "StrategiaPMI"